La nuova centralità geopolitica dell’Asia-Pacifico


Da alcuni decenni si parla del XXI come del “Secolo del Pacifico”. Quest’idea è stata solo corroborata dalla decisione dell’Amministrazione Obama di riorientare la strategia nazionale degli USA per fare perno sulla regione dell’Asia-Pacifico, che include l’Asia Orientale, il Sud-Est Asiatico, la regione maleo-indonesiana, l’Australia e l’Oceania. Gli analisti vi leggono una nuova enfasi sul controverso rapporto USA-Cina, il cui scontro per l’egemonia è preconizzato da alcuni. Di certo in quella regione si trova una degli attuali maggiori motori economici del mondo. L’Italia è un paese lontano e relativamente piccolo in rapporto a molti degli attori in gioco, ma è sempre stata tra i pionieri dei contatti con la regione (da Matteo Ricci e Marco Polo), ha oggi rilevanti legami commerciali con molti dei paesi dell’area, e l’Australia in particolare ospita una nutrita comunità d’origine italiana. Che ruolo può dunque avere l’Italia nel nuovo pivot del XXI secolo?

Questa è stata una delle domande attorno a cui ha ruotato l’incontro La nuova centralità geopolitica dell’Asia-Pacifico: che ruolo per l’Italia?, organizzato in occasione della pubblicazione di Asia-Pacifico: un nuovo pivot, l’ultimo numero di “Geopolitica”, la rivista dell’IsAG. Il convegno si è tenuto mercoledì 7 maggio 2014, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, in Via Poli 19, Roma.

Sono intervenuti S.E. Nguyen Hoang Long, Ambasciatore del Vietnam e Douglas Robert Trappett, Incaricato d’Affari dell’Australia.

Sono disponibili:

  • Locandina in PDF [vedi]
  • Resoconto (Geopolitica Online) [leggi]
  • Resoconto (Partito Democratico) [leggi]
  • Video [vedi]
  • Album fotografico [vedi]
  • Intervista a Tiberio Graziani (da “Libero”) [leggi]
  • Intervista a Marco Fedi (da “AgenParl”) [leggi]
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