Il South Stream e la cachistocrazia europea. Tiberio Graziani a «La Voce della Russia»


Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è stato intervistato lo scorso 9 dicembre da Alexander Prokhorov per “La Voce della Russia” a proposito della sorte del South Stream.

“La Voce della Russia” è la più antica emittente di Stato russa che trasmette all’estero dal 1929.

L’intervista può essere riletta cliccando qui.

Mentre l’Europa gioca alle sanzioni con la Federazione Russa, osservano gli analisti italiani citati dall’autore dell’articolo, le continue tensioni internazionali non implicano solo un problema d’approvvigionamente energetico ma comportano un problema per tutto il sistema delle aziende made in Italy che operano nell’offshore e nell’esplorazione.

Lo stop di Mosca al progetto South Stream è connesso a due fattori diversi – ha spiegato Tiberio Graziani. Il primo rientra nella dialettica emersa tra Mosca e Bruxelles a causa della questione ucraina e delle sanzioni. Il secondo fattore è invece direttamente collegato al lievitare dei costi del progetto a causa delle indecisioni degli europei.

Graziani non crede che sia intenzione del Cremlino sfidare “l’impero anglo-americano”. Il presidente Putin, nel sostenere con coerenza e vigore le ragioni della Russia, ha sempre affermato la sua apertura a mantenere canali aperti con l’Occidente.

Tra l’altro, ha aggiunto Graziani, sfidare “l’impero anglo-americano” metterebbe la Russia in una posizione di debolezza poiché accetterebbe le regole di un gioco dettate proprio dagli USA e da Bruxelles. L’accordo tra Ankara e Mosca potrebbe costituire un elemento importante per la ridefinizione di alcune alleanze nel quadrante del Vicino e Medio Priente, sia sul versante geostrategico (Siria) sia su quello geoeconomico.

(Morvarid Mahmoodabadi)

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