«L’Afghanistan è ancora lontano da una concreta stabilità»: Francesco Brunello Zanitti a Radio Cusano Campus


Francesco Brunello Zanitti, Direttore Scientifico dell’IsAG, è intervenuto come ospite ai microfoni di Radio Cusano Campus in merito alle recenti vicende che hanno contraddistinto l’Afghanistan.

Fabio Stefanelli ha intervistato Francesco Brunello Zanitti durante il suo programma radiofonico “Il mondo è piccolo” nell’intento di fornire un’analisi della situazione del Paese in seguito all’attacco terroristico dello scorso 22 giugno contro il Parlamento afghano, rivendicato dai Taliban.

L’intervista può essere riascoltata cliccando qui.

Prima di affrontare gli eventi più da vicino, Brunello Zanitti ha brevemente inquadrato lo Stato afghano dal punto di vista geografico, storico, politico, economico e sociale.

I problemi che l’Afghanistan si trova a dover affrontare sono strettamente collegati agli avvenimenti del XIX secolo e all’invasione da parte dell’Unione Sovietica nel 1979, nonché al fatto che ha rappresentato il fulcro della competizione tra diversi Stati. Questi ultimi, infatti, guardano all’Afghanistan come a una fondamentale fonte di risorse naturali e come a un’area di passaggio commerciale tra Europa e Cina. Nonostante sia una delle regioni più povere al mondo, è un territorio che avrebbe grosse potenzialità e possibilità di sviluppo, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale.

La soluzione migliore per far fronte all’arretratezza che vige in questa area sarebbe quella di una cooperazione tra Potenze regionali e globali, in grado di coinvolgere tra gli altri anche la Cina, gli Stati Uniti e la Russia. Momentaneamente, però, come dichiarato dallo stesso Brunello Zanitti, questo risulta essere un progetto impraticabile a causa dello scontro tra Stati Uniti e Russia, delle rivalità tra i diversi attori regionali e della conflittualità tra fazioni locali.

Un’alternativa che si sta delineando è quella di un supporto cinese a favore della stabilizzazione interna, visto che Pechino già da tempo è interessata al difficile dialogo tra Taliban e governo locale.

(Cristina Chiavon)

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