«Sanzioni alla Russia isolano UE dall’Eurasia» – Tiberio Graziani a “Il Sussidiario”


Il sito di informazione quotidiana “Il Sussidiario” ha intervistato il Presidente dell’IsAG, Tiberio Graziani, in merito alle sanzioni che l’Unione Europea ha attribuito alla Russia. L’intervista curata da Niccolò Magnani e pubblicata lunedì 20 luglio 2015 ha analizzato in principio la nascita delle sanzioni alla Russia per poi approfondire la situazione in Ucraina ed il ruolo che l’Italia e l’Ue hanno in questo nuovo contesto economico e politico.

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Secondo Tiberio Graziani, per comprendere da dove siano originate le sanzioni alla Russia bisogna rifarsi alla situazione geopolitica antecedente, allorché il mondo era dominato dal bipolarismo. La caduta del Muro di Berlino avvenuta circa 25 anni fa e il collasso dell’Unione Sovietica hanno creato spazi che gli Stati Uniti hanno cercato di occupare proponendosi come unico ed egemone attore sulla scena geopolitica ed economica mondiale. Gli unici Paesi che sono riusciti a sottrarsi a tale dominio – afferma il Presidente Graziani – sono stati quelli oggi definiti come Brics. L’entrata in scena di Vladimir Putin ha acceso un’ulteriore rivalità con gli Stati Uniti, preoccupati per la sua politica incentrata sul petrolio e sulla capacità di avvicinarsi ai Paesi dell’Asia Centrale, dell’India, della Cina e dell’America del Sud.

Tiberio Graziani ha sottolineato l’importanza decisiva che un Paese come l’Ucraina può avere in un periodo come quello attuale, dove la Russia ha sempre più timore di un possibile intervento da parte della Nato. Lo Stato ucraino ha una tradizione storicamente e culturalmente ambivalente, divisa tra uno stampo cattolico e filo-europeo ed uno stampo ortodosso più affine alla cultura russa. Le conseguenti sanzioni alla Russia, quindi, altro non sono per il Presidente Graziani che una strategia inefficiente che l’Europa ha adottato senza prendere in considerazione gli esiti che i Paesi avrebbero pagato, in particolare l’Italia, allontanandosi dal più vasto paese euroasiatico, quando l’Ucraina in realtà ha appoggiato una maggioranza di tipo filo-russa.

In questo quadro delineato da Tiberio Graziani, l’Unione Europea deve cessare l’ostruzionismo nei confronti della Russia se vuole sperare in un futuro dove il suo ruolo non venga del tutto emarginato a favore di una nuova Europa asiatica. A tal proposito, il Presidente dell’IsAG ha evidenziato come l’Italia abbia dato il proprio appoggio alla Russia durante la crisi di “EuroMaidan”, mentre attualmente Renzi sta conducendo una politica moderatrice non ancora sufficiente a nuove contrattazioni. In tale contesto, anche la Grecia potrebbe cambiare influenza a favore della politica di Putin, creando un avvicinamento dei Paesi in difficoltà ai Brics. La nostra incoerenza come Ue non ha permesso la formazione di una vera entità geopolitica e pertanto, ha concluso, Tiberio Graziani, le vere conseguenze le potranno decidere unicamente gli Usa e la Russia.

(Giulia Castello)

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