«Intervenendo in Siria Russia vuol rassicurare i propri alleati» – Daniele Scalea a Sputnik


Sputnik NewsDaniele Scalea, Direttore Generale dell’IsAG, l’8 ottobre è stato intervistato da Marina Tantushyan per Sputnik (versione italiana dell’agenzia d’informazione internazionale russa) riguardo l’intervento russo in Siria.

L’intervista può essere letta cliccando qui.

Il Direttore Scalea ha affermato che Putin è stato costretto a un intervento più deciso in Siria in quanto i ribelli locali, aiutati da alcuni paesi, hanno conquistato posizioni importanti come la provincia di Idlib. Se i ribelli riuscissero a conquistare qualche città alawita e compiervi dei massacri etnici all’interno, l’effetto per Assad sarebbe disastroso.
Secondo il Direttore dell’IsAG l’obiettivo russo è quello di ristabilizzare il fronte, riprendere enclavi che attualmente sono controllate dai ribelli, per garantire al governo un controllo effettivo sul territorio della Siria Occidentale. Inoltre, per quanto possa essere necessario un coordinamento sul terreno tra Russia e Stati Uniti, non si creerà un’alleanza unica contro l’ISIS o un’intesa di tipo strategico poiché le due potenze si osteggiano l’un l’altra.
L’Italia ha già partecipato a missioni di questo tipo, ha spiegato Daniele Scalea, limitandosi però all’individuazione degli obiettivi. Attualmente il passaggio che vuole fare, almeno sul territorio iracheno, è quello di attaccare direttamente i bersagli, con la speranza di ottenere un maggior peso politico sulla questione e far parte dei negoziati per il futuro dell’Iraq.
La Russia, ha commentato il dott. Scalea, non tornerà a quello che era il livello di forza dell’Unione Sovietica, ma sicuramente vuole essere una grande potenza ed ha le qualità, requisiti e risorse per esserlo. La Russia con l’intervento in Siria non solo sta lottando per mantenere la sua unica base navale all’estero, ma soprattutto per dimostrare di poter difendere i propri alleati dai tentativi di rovesciarli.
Daniele Scalea ha concluso il proprio intervento prospettando due possibili scenari per la risoluzione del conflitto siriano: o un accordo pattuito in sede negoziale, o il congelamento del conflitto con la divisione de facto del paese in un tacito accordo tra le parti.

(Eleonora Palone)

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