«Lo Stato Islamico va combattuto e sconfitto con truppe di terra»: Dario Citati alla Tv russa “Pervyj Kanal”


Pervij_KanalDario Citati, Direttore del Programma “Eurasia” dell’IsAG, ha rilasciato un commento alla televisione russa “Pervyj Kanal”, andato in onda domenica 29 novembre 2015 nell’ambito della trasmissione “Voskresnoe Vremja”, sulla partecipazione della Russia ai bombardamenti contro lo Stato Islamico.

La versione originale dell’intervista si può ascoltare cliccando qui (minuti 45:33- 46:03).

Proprio perché la novità del Dai’sh consiste nel suo configurarsi come “Stato”, cioè nel controllo politico-militare effettivo su ampie porzioni di territorio fra Siria e Iraq, secondo Citati l’unico modo per vincerlo definitivamente è un atto di guerra classico che preveda l’invio di truppe di terra per riconquistare lo spazio occupato. Un’operazione del genere comporterebbe però ingenti costi in termini economici e di vite umane, ed è per questo che numerosi Paesi si limitano all’azione dei bombardamenti aerei, che però non saranno mai sufficienti da soli a sconfiggere il Califfato.

«Da questo punto di vista», ha affermato Citati, «l’atteggiamento dell’Europa è contraddittorio: da una parte, nessuno vuole assumere su di sé gli oneri umani e finanziari di una vera e propria guerra allo Stato Islamico e ancora di più la gestione del dopoguerra; dall’altra parte, l’Europa non sostiene neppure i bombardamenti russi nel timore che essi fungano da apripista per le truppe dell’esercito siriano di Bashar al-Assad e che questo riprenda poi il controllo del territorio. Ma anche se il futuro della Siria sarà senza Assad, la sua sorte andrebbe decisa soltanto dopo la sconfitta dello Stato Islamico, che è un’emergenza molto più grave per tutti».

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