«Con la Russia bisogna confrontarsi»: Tiberio Graziani a Radio Cusano Campus


Tiberio Graziani, Presidente dell’IsAG, è stato intervistato il 29 settembre 2015 da Fabio Stefanelli, conduttore del programma “Il mondo è piccolo” che tratta di politica internazionale e geopolitica su Radio Cusano Campus, riguardo i due attori principali (Stati Uniti e Russia) all’Assemblea dell’ONU che si è svolta a settant’anni dalla sua istituzione.

L’intervista può essere riascoltata cliccando qui.

Il presidente Graziani afferma che i due attori principali dell’ONU in questo anniversario sono stati i russi e gli americani: questo significa che il mondo dipende molto dalle decisioni di questi due grandi attori globali. Secondo il presidente Graziani, Obama non ha ancora compreso che la Russia è un attore globale con il quale bisogna confrontarsi, perché ormai ci troviamo in un sistema multipolare. La Federazione Russa ha una sfera di influenza su cui mantenere un controllo ma non ha aspirazioni globali a differenza degli Stati Uniti, che vengono visti come sceriffi dato il loro impegno globale. Nella sfera di influenza russa c’è il Mediterraneo con la Siria, e la guerra ha provocato un’altra alleanza, che si contrappone a quella occidentale, tra curdi, russi e iraniani per l’assistenza al governo di Damasco e per combattere l’Isis. La Russia non può permettersi di perdere le basi che ha in Siria vista la sua proiezione sul Mediterraneo, e se il governo siriano viene rimosso la Russia perde un importante alleato.
Conclude il presidente Graziani affermando che l’interventismo irresponsabile dei francesi in Siria sta dilaniando ulteriormente il quadro siriano, similmente a quanto accaduto in Libia. Invece per quanto riguarda la posizione del nostro paese, l’Italia ha una cattiva immagine a livello internazionale poiché è da decenni che è assente come attore decisionale nonostante abbia tutti gli elementi per poter essere un attore incisivo: però deve costruire un percorso per essere credibile e dovrà puntare a rafforzare i rapporti bilaterali con i paesi emergenti.

(Eleonora Palone)

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