Paesi CIVETS: Luca Bionda a Radio Cusano Campus


Luca Bionda, Ricercatore Associato dell’IsAG per il Programma di Ricerca “Eurasia”, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nell’ambito della trasmissione “Il mondo è piccolo” condotta da Fabio Stefanelli, per presentare il nuovo volume collettaneo della Collana Giano – Affari Internazionali dal titolo I Civets: il valore dell’approccio multipolare , per i tipi di Avatar, curato dallo stesso Bionda.
L’intervento può essere riascoltato cliccando qui.
Il dott. Luca Bionda, soffermandosi sui temi analizzati nel volume, ha spiegato il significato dell’acronimo CIVETS, tratteggiando le caratteristiche comuni ai paesi che lo compongono (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sud Africa), nonché similitudini e differenze con altri aggregati da pochi anni impostisi nel panorama economico mondiale, quali ad esempio i BRICS.
È stato inoltre evidenziato come tali Stati, a fronte di alcune criticità economico-finanziarie comuni a molte economie emergenti, costituiscano comunque una risorsa importante per ampliare le prospettive di cooperazione e commercio estero dell’Italia, posto che i CIVETS assommano globalmente circa 600 milioni di abitanti, aventi una età media di circa 27 anni, con una classe media spesso attiva ed in forte ascesa.
Interessante notare come i paesi CIVETS, aventi economie diversificate e non per forza orientate all’esportazione di materie prima come altri “emergenti”, costituiscano per il nostro paese un’importante elemento di diversificazione economica dalle potenzialità in parte ancora decisamente inesplorate. Anche in tale elemento è insito il significato di “approccio multipolare”, richiamato nel titolo della pubblicazione.
A conclusione dell’intervista, il dr. Stefanelli ha chiesto al suo ospite, studioso delle trasformazioni politiche in corso nello spazio ex-sovietico, un commento circa l’attuale situazione in Ucraina ed in particolare nel Donbass devastato dalla guerra. Nelle parole del dott. Bionda emerge un futuro incerto per il paese, in bilico tra il miraggio europeo e l’impossibilità di ricucire a breve un rapporto virtuoso con la Russia, rapporto economicamente vitale molto più per Kiev che per Mosca. Tale quadro fa da sfondo alla cessazione su larga scala delle operazioni militari nel Donbass, pur se con violazioni segnalate dalle parti in conflitto. Impossibile, di fronte al congelamento di un nuovo conflitto sostanzialmente irrisolto, non richiamare alla mente un altro conflitto, quello del Nagorno Karabakh, esploso nuovamente, dopo molti anni relativamente tranquilli, proprio quest’anno.

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