“La passione dell’Eurasia” di Dario Citati presentato a Stoccolma con Mark Bassin


Nei giorni 1-2 dicembre 2016 Dario Citati, Direttore del Programma di ricerca “Eurasia” dell’IsAG, ha soggiornato in Svezia per partecipare alla conferenza annuale del Centre for Baltic and East European Studies (CBEES) presso la Södertörn University di Stoccolma, in un simposio di due giorni dedicato quest’anno al tema Transforming Space – Mastering Uncertainty.

L’occasione dell’invito da parte dell’università svedese è stata offerta dalla pubblicazione, a pochi mesi di distanza, del libro di Citati La passione dell’Eurasia. Storia e civiltà in Lev Gumilëv (Milano-Udine 2015) e poi dell’opera The Gumilev Mystique. Biopolitics, Eurasianism and the Construction of Community in Modern Russia (New York 2016), dello studioso statunitense Mark Bassin, fra i maggiori specialisti di geopolitica russa a livello mondiale, membro fondatore del Club di Valdaj, già docente in varie università britanniche e statunitensi e attualmente Professore di Storia delle Idee proprio alla Södertörn University di Stoccolma.

Nell’ambito della conferenza annuale del CBEES è stata così organizzata una tavola rotonda dal titolo Lev Nikolaevich Gumilev: The Karl Marx of Eurasianism? in cui Dario Citati e Mark Bassin hanno condiviso i risultati delle proprie ricerche con specialisti provenienti da diversi atenei d’Europa. Oltre agli autori dei rispettivi volumi, tra i discussant della tavola rotonda erano presenti Igor Torbakov dell’Istituto Svedese di Relazioni Internazionali di Stoccolma e David Hallbeck dell’Università di Monaco.

I libri di Citati e Bassin costituiscono attualmente le uniche due opere monografiche a livello internazionale sull’opera di Lev Gumilëv, importante e controversa figura di storico, etnologo e pensatore russo del XX secolo. L’aspetto più rilevante emerso dalla tavola rotonda è che i due libri giungono a conclusioni molto simili benché gli autori abbiano lavorato indipendentemente e senza entrare in contatto l’uno con l’altro prima della pubblicazione. Al contempo, pur nel quadro di tale consonanza di vedute, i due lavori sono diversi nei rispettivi approcci e proprio per questo appaiono complementari in quanto ciascuno focalizza la propria attenzione su una dimensione specifica.

Mentre infatti La passione dell’Eurasia si configura in primo luogo come una dettagliata ricostruzione storico-critica dell’opera di Gumilëv in tutte le sue complesse sfaccettature (gli studi storici sui popoli nomadi e sul Medioevo slavo-orientale, la teoria passionaria dell’etnogenesi, i legami intellettuali con la corrente dell’eurasismo classico), The Gumilev Mystique si concentra maggiormente sulla comparazione fra le idee di Gumilëv e il discorso ufficiale sovietico sulle nazionalità e poi sulla ricezione postuma dell’opera gumilëviana dalla caduta dell’URSS a oggi. In questo senso, è stato osservato, per una fortunata coincidenza i due testi si completano a vicenda perché ciascuno approfondisce in dettaglio proprio ciò che l’altro tratta in maniera più sommaria e periferica. La lettura integrale di entrambe le opere offre così una prospettiva a trecentosessanta gradi per comprendere l’opera e la fortuna di un autore tanto complesso quanto popolare e influente in tutta l’orbita ex sovietica.

Secondo Bassin e Citati, il dato di fondo è che l’insieme dell’opera di Lev Gumilëv – nonostante la sua ambizione di costruire un sistema olistico e totalizzante – è marcato da un alto grado di contraddittorietà interna e da una costante oscillazione tra ricerca scientifica e forzature ideologiche, anche a causa della sua biografia difficile e tormentata. In senso proprio non si può dunque parlare di una “eredità di Gumilëv” definita e coerente, bensì del ricorso, da parte dei suoi numerosi interpreti ed epigoni post-sovietici, ad un peculiare lessico gumilëviano, cioè a categorie e concetti che vengono usati, abusati e sviluppati in modo completamente autonomo proprio in ragione di una versatilità dell’opera originaria in cui argute intuizioni si incrociano spesso a patenti contraddizioni.

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